La Valle del Sacco rappresenta uno degli ambienti vitivinicoli più identitari del Lazio interno, soprattutto nella sua porzione alta, dove le colline tra i Monti Ernici, i Monti Simbruini e le dorsali circostanti accompagnano il corso del fiume e definiscono un paesaggio ricco di vigneti, borghi storici e pendici luminose. Le vigne si collocano generalmente in aree collinari comprese tra circa 200 e 600 metri di altitudine, spesso con esposizioni occidentali e sud-occidentali che favoriscono una buona ventilazione, un’elevata luminosità e una maturazione graduale delle uve.
Il quadro geologico è articolato: calcari, marne argillose, arenarie, sabbie di origine marina e materiali vulcanici si alternano creando suoli dalle diverse tessiture, capaci di imprimere ai vini sfumature variabili di struttura, intensità e freschezza. L’escursione termica tra il giorno e la notte, particolarmente importante nel periodo di maturazione, contribuisce alla definizione dei profumi e alla conservazione dell’equilibrio acido.
Il vitigno simbolo dell’area è il Cesanese, presente nelle forme di Cesanese di Affile e Cesanese comune, alla base di una tradizione che comprende vini rossi giovani e fragranti, interpretazioni più strutturate, versioni Superiori e Riserva, oltre a tipologie amabili, dolci e frizzanti. Nel calice esprime tonalità rubino, profumi di frutti scuri, visciole, fiori e spezie, con una trama gustativa che può unire morbidezza, freschezza e una piacevole impronta tannica. Accanto al Cesanese trova spazio la Passerina del Frusinate, vitigno bianco autoctono capace di esprimere vini luminosi, profumati e dinamici.
La viticoltura locale conserva radici antiche, documentate dall’epoca romana e dalle norme medievali dedicate alla coltivazione della vite e alla vendemmia. Oggi il cordone speronato e una gestione attenta delle vigne accompagnano una produzione orientata a valorizzare la riconoscibilità del terroir e la continuità delle tradizioni.