La Val d’Orcia è uno dei paesaggi vitivinicoli più riconoscibili della Toscana meridionale, un sistema di colline e vallate attraversato dal fiume Orcia e compreso tra i territori del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano. In questo contesto la viticoltura si sviluppa su versanti ben esposti, dove il clima temperato, le escursioni termiche e la ventilazione favoriscono una maturazione graduale delle uve e una buona definizione aromatica.
La geologia della zona è articolata e contribuisce alla varietà delle espressioni locali: argille, sabbie, sedimenti marini, marne e alberese si alternano nei diversi ambienti collinari, offrendo condizioni differenti per drenaggio, disponibilità idrica e sviluppo radicale. È un mosaico di suoli capace di sostenere vini dalla struttura equilibrata, con freschezza, intensità e una marcata riconoscibilità territoriale.
Il vitigno centrale della denominazione Orcia DOC è il Sangiovese, utilizzato sia in purezza sia insieme ad altri vitigni a bacca rossa non aromatici autorizzati in Toscana. Ne derivano vini rossi caratterizzati da trama tannica, acidità e profumi che richiamano frutti rossi, fiori e delicate note speziate. La versione Orcia Sangiovese valorizza ulteriormente l’identità del vitigno, mentre le tipologie Riserva prevedono un affinamento più lungo, con permanenza in legno, per favorire complessità e armonia.
La denominazione comprende anche rosati e bianchi a base prevalente di Trebbiano toscano, oltre al Vin Santo ottenuto principalmente da Trebbiano toscano e Malvasia bianca lunga. Per quest’ultimo la tradizione prevede la selezione delle uve, l’appassimento naturale e la maturazione nei caratteristici caratelli di legno. Nata nel 2000, l’Orcia DOC esprime una viticoltura attenta al paesaggio, alla valorizzazione delle varietà locali e a tecniche produttive orientate a preservare equilibrio, identità e longevità.