Il Pinerolese si estende ai piedi delle Alpi Cozie, tra lo sbocco della Val Chisone e la pianura, comprendendo colline, fasce pedemontane e vallate alpine. La vicinanza ai rilievi determina un ambiente fresco e luminoso, favorevole alla conservazione dell’acidità e alla definizione dei profumi, mentre esposizioni soleggiate e ventilazione contribuiscono alla buona maturazione delle uve. I vigneti trovano posto su pendii collinari, terreni pedemontani e superfici ghiaiose, con suoli segnati dalla presenza di depositi alluvionali e materiali provenienti dalle valli. Nelle aree più acclivi la viticoltura assume forme terrazzate, sostenute da una cura manuale del vigneto e da un forte legame con il paesaggio.
La denominazione Pinerolese DOC esprime una base ampelografica ampia, nella quale Barbera, Bonarda, Nebbiolo e Chatus dialogano con Freisa, Dolcetto e varietà storiche locali. Tra queste spiccano il Doux d’Henry, dal profilo fresco e fruttato, e il Ramìe, legato ai territori di Pomaretto e Perosa Argentina e ottenuto dall’unione di Avanà, Avarengo, Chatus e Becuet. La gamma comprende vini rossi, rosati e alcune interpretazioni bianche da Malvasia e Bian Ver, capaci di valorizzare la componente aromatica e la vivacità tipiche delle aree pedemontane.
In vigna prevale l’allevamento a Guyot, affiancato da pratiche attente all’equilibrio vegeto-produttivo e alla piena esposizione dei grappoli. In cantina, la vinificazione punta a preservare identità varietale, freschezza e armonia; il Pinerolese Nebbiolo prevede inoltre un affinamento di dodici mesi, almeno sei dei quali in legno. Le radici della viticoltura locale risalgono al Medioevo e oggi si riflettono nella riscoperta di varietà autoctone e di una tradizione enologica alpina, elegante e fortemente territoriale.