Pornassio rappresenta uno dei luoghi simbolo della viticoltura dell’alta Valle Arroscia, nell’entroterra imperiese, dove la vite si confronta con un paesaggio montano ancora influenzato dalla vicinanza del Mar Ligure. I vigneti occupano soprattutto versanti terrazzati e conche ben esposte, generalmente tra i 400 e gli 800 metri di altitudine, in un ambiente caratterizzato da pendenze marcate, ventilazione costante ed escursioni termiche che favoriscono una maturazione graduale delle uve.
I suoli derivano da substrati marini, con prevalenza di arenarie e marne calcaree, e presentano tessiture variabili, da franco-grossolane a più fini. Questa articolazione geologica, insieme alla disponibilità idrica e alla luminosità delle esposizioni, contribuisce a definire vini freschi, profumati e dalla trama equilibrata.
Il vitigno identitario è l’Ormeasco, nome locale del Dolcetto, coltivato nel territorio da secoli e protagonista della denominazione Ormeasco di Pornassio o Pornassio. Le diverse interpretazioni comprendono vini rossi, rosati nella tradizionale versione Sciac-trà e passiti, ottenuti attraverso pratiche di vinificazione calibrate sulle caratteristiche dell’uva e sulle condizioni del territorio. Nei rossi emergono colore vivo, profumi delicati, buona acidità e persistenza armonica, espressione di una tradizione alpina e mediterranea al tempo stesso. La storia della coltivazione è documentata almeno dal 1303, quando un editto ne impose la presenza nei territori governati dai Marchesi di Clavesana.